Installazione apparati di rete: l’incertezza che distrugge il mercato

18/03/2012 at 18:03Category:Normative

In un momento in cui l’avere certezze, soprattutto normative, risulta indispensabile per la sopravvivenza di molte piccole aziende e non solo nel nostro settore, la mancanza di una normativa chiara e non interpretabile relativamente all’installazione degli apparati di rete si traduce in un grosso freno allo sviluppo del mercato e dei suoi attori.

Ho risposto personalmente a diversi impiantisti che, in assenza di informazioni chiare, hanno pensato di contattare APICI per saperne di più su questa intricata vicenda. Alcuni di loro mi hanno confidato che vivono una situazione grottesca in quanto possono, ad esempio, installare impianti elettrici in sale operatorie o in ambienti ad altissimo rischio di incendio e/o esplosione mentre non possono invece realizzare un piccolo e banale impianto di rete CAT5. Questo ovviamente crea loro forti difficoltà soprattutto relativamente al settore degli appalti pubblici.

Come scrive giustamente il nostro Michele sul forum, al momento il regolamento in vigore è ancora quello descritto nel famigerato DM 314/92. Il nuovo regolamento è al vaglio dell’Unione Europea e, in base ad indiscrezioni avute, dovrebbe contenere un allargamento della fascia di esclusione che permetterebbe ai piccoli operatori di lavorare liberamente su impianti di piccole dimensioni, ovviamente il limite per parlare di “piccole dimensioni” dovrebbe essere significativamente alzato rispetto a quanto previsto dalla prima bozza del regolamento.

Personalmente però sono piuttosto stupito per questa lungaggine della UE, rimarrei però ancora più stupito se la commissione europea approvasse un regolamento che portasse ancora con sè il vizio originale della discriminazione in base alle dimensioni aziendali, considerato che che in questo settore l’elemento qualificante è da ricercare nelle competenze e non nelle dimensioni del soggetto.

Installazione apparati di rete: APICI chiede la liberalizzazione del settore

24/11/2011 at 19:22Category:Normative

Pubblichiamo il testo integrale della lettera inviata al Ministero dello Sviluppo Economico e al neo ministro Corrado Passera con la quale chiediamo la liberalizzazione dell’attività di installazione e configurazione degli apparati di rete.

 

Spett.le Ministero, stimato Ministro,

quale associazione rappresentativa delle piccole aziende italiane e dei consulenti operanti nel settore dell’informatica, riteniamo opportuno inviarvi alcune considerazioni e richieste in merito alla nuova normativa per la regolamentazione dell’installazione degli apparati di rete.

 Considerato che: 

il D.L. 198/2010 del 26/10/2010, nato per sostituire la L. 109/1991, all’art. 2 comma 2 si riproponeva di adottare entro 12 mesi dalla sua entrata in vigore un decreto volto a disciplinare i requisiti tecnici, professionali e legali che devono possedere le imprese per essere abilitate all’installazione degli apparati di rete, oltre alle relative eccezioni

nell’arco dei 12 mesi a partire dal 26/10/2010, non è stato emanato il decreto definitivo previsto all’art. 2 comma 2 del D.L. 198/2010 e di conseguenza l’intero settore si trova ora in una situazione di totale incertezza 

le informazioni disponibili sulla bozza di decreto attuativo che il Ministero sta approntando, evidenziano la stessa impostazione della vecchia L. 109/1991 e del suo decreto attuativo DM314/92 (equiparazione tra imprese che realizzano impianti elettrici ed imprese/consulenti informatici che installano e configurano apparati di rete). Questa impostazione non risulta adeguata alla realtà del settore; su questo tema APICI aveva già comunicato ufficialmente la propria posizione in occasione della consultazione pubblica chiusasi il 15/04/2011 

in generale il Paese versa in una grave situazione economica e l’attuazione di quanto prospettato nella bozza di decreto spingerebbe alla chiusura tutte le piccole attività del settore ICT, le quali risulterebbero, di fatto, impossibilitate a rispettare i requisiti previsti nella bozza 

il legislatore, a più riprese, ha manifestato l’intenzione di abolire i vincoli restrittivi non giustificati e di intraprendere la strada delle liberalizzazioni, ad esempio tramite la cosiddetta “manovra di Ferragosto” D.L. 138/2011 e conversione, con modificazioni, in L. 148/2011 

il D.L. 198/2010, così come prospettato, creerebbe effettivamente una limitazione al numero di persone/aziende che possono svolgere un’attività economica, imponendo la necessità di avere delle licenze o autorizzazioni amministrative e dei vincoli non rispettabili dalla maggior parte delle piccole attività 

la stessa Comunità Europea con la direttiva 63/2008 chiede agli stati membri di adottare misure che ”favoriscano la concorrenza tra gli operatori del settore e escludano situazioni di privilegio e/o importanti barriere all’ingresso”  

A nome degli operatori del settore da noi rappresentati chiediamo:

che, fermo restando gli obblighi in termini di sicurezza imposti alle imprese che si occupano di realizzare gli impianti a livello fisico (cablaggi elettrici), venga totalmente liberalizzata l’attività di collegamento e configurazione delle apparecchiature di rete da parte dei consulenti/tecnici informatici specializzati. 

Tale attività richiede competenze tecniche in ambito informatico che appartengono ai singoli individui e sono completamente svincolate dalle caratteristiche dimensionali delle aziende. Una limitazione della possibilità di svolgere la suddetta attività, oltre a risultare in contrasto con le richieste dell’Unione Europea, creerebbe un enorme danno economico al settore senza tuttavia portare vantaggio alcuno alla collettività, né di carattere tecnico e/o di sicurezza, né di ordine economico. 

Di fatto una limitazione all’attività di installazione e configurazione degli apparati di rete che sia impostata, come prospettato, solo su aspetti di dimensione aziendale, comporterebbe la chiusura di molte piccole realtà del settore ICT italiano, le quali, pur operando in una situazione di notevole difficoltà economica, garantiscono comunque l’occupazione a migliaia di persone. 

Quale associazione a tutela dei piccoli operatori ICT italiani, auspichiamo che quanto indicato possa essere oggetto di attenzione e rimaniamo a completa disposizione del Ministero per fornire eventuali ulteriori contributi sul tema in oggetto.

Associazione APICI
Il Presidente
Dott. Stefano Tonelli

DOA e politiche commerciali di distributori e brand

08/11/2011 at 23:42Category:Distributori IT

Come saprete la quasi totalità dei contratti che legano i rivenditori di informatica ai distributori prevedono che in caso di guasti o difetti all’origine il distributore non risponda direttamente, il rivenditore dovrà quindi rivolgersi al produttore.

Ecco un estratto di contratto tipo: ” Garanzie: Il cliente che acquista beni presso xxx accetta, con l’acquisto medesimo, integralmente, espressamente ed esclusivamente le condizioni di garanzia del produttore  dei beni acquistati che possono essere indipendenti dal volere di xxx stessa, il cliente rinuncia pertanto espressamente, nei confronti di xxx, ad eventuali maggiori garanzie previste per legge a carico del venditore (ivi incluso il diritto di regresso ex art. 131 d.lgs n. 206 del 2005 a cui il cliente rinuncia) salvo dolo o colpa grave.”

In sintesi il distributore ci obbliga a rinunciare ai nostri diritti di clienti.

Ho avuto un’esperienza personale [...] leggi l’articolo completo (solo per i soci APICI)

Sopravvivenza dei piccoli operatori ICT: La soluzione è fare rete

03/10/2011 at 14:51Category:Mercato ICT

Credo di non rischiare l’accusa di catastrofismo affermando che la sopravvivenza dei piccoli operatori dell’informatica è in questo periodo in forte pericolo. La situazione del mercato e la pressione (non solo fiscale ma anche burocratica) che lo stato mette in atto direttamente o indirettamente nei confronti della categoria, possono creare situazioni dove sia veramente difficile proseguire l’attività.

In questo come in altri settori dell’economia è in atto un processo di selezione naturale che porterà - e in parte ha già portato - alla drastica riduzione delle realtà autonome, il tutto a favore delle concentrazioni e dei grandi gruppi. Di fronte a questa situazione chi vuole resistere deve necessariamente scegliere una strategia. La riduzione dei costi fissi è senz’altro la strada più praticata, tuttavia questo approccio non deve sconfinare nell’eccessivo ridimensionamento dei servizi offerti in quanto questo porterebbe, nel lungo periodo, ad una importante riduzione del fatturato, riproponendo così il problema ulteriormente amplificato.  Viceversa un investimento in nuove tecnologie da proporre alla clientela potrebbe risultare sovradimensionato rispetto alla struttura oppure potrebbe risultare fallimentare a causa del superamento delle tecnologie stesse o da difficoltà alla loro adozione da parte dei potenziali acquirenti.

Entrambi gli approcci comunque possono essere adeguati, soprattutto se adottati congiuntamente e adeguatamente bilanciati ma denotano comunque una vocazione all’isolamento tipica delle piccole realtà del nostro settore. Per garantire un futuro comunque autonomo alle microimprese dell’ICT, cioè a quelle realtà che la nostra associazione vuol rappresentare e tutelare, dovremmo insieme costruire un modello che permetta a tutti noi di fare rete mantenendo la propria autonomia.

Ma cosa significa fare rete? Qual è il modello adeguato per il nostro settore? Cosa si guadagna e cosa si perde nell’uscire dall’isolamento tipico delle microimprese ICT? Su questo dovremmo necessariamente confrontarci e su questo ognuno di noi dovrebbe dare il proprio contributo tenendo a mente quello che è ormai un improrogabile obbiettivo comune: dare un futuro alle nostre attività.  

 

 

 

Possibili effetti del decreto liberalizzazioni sul DL198/10

19/09/2011 at 22:43Category:Normative

Con l’approvazione della cosiddetta manovra di ferragosto (D.L. 138/2011) e della conversione in legge (con modificazioni) 14 settembre 2011 n. 148 ( che recepisce gli emendamenti presentati),
viene intrapresa la strada delle liberalizzazioni in base al principio che tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge può essere attuato, almeno per quanto riguarda le attività economiche e le professioni (Art. 3 Comma 1).

Scritta e riassunta in questo modo può sembrare una ‘rivoluzione copernicana’ per tutti coloro che devono intraprendere un’attività professionale o economica (negozio, azienda, impresa ecc…), ma a causa degli emendamenti presentati la manovra è arrivata ad essere molto annacquata.

Tuttavia con il nuovo decreto si concretizza la possibilità di chiedere l’abrogazione del D.L. 198/2010 (attuazione della direttiva 2008/63/CE relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature terminali di telecomunicazioni) e il successivo regolamento di attuazione che è in fase di stesura.

L’articolo 3 comma 8 riporta:  “Le restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle attivita’ economiche previste dall’ordinamento vigente sono abrogate quattro mesi dopo l’entrata in vigore del presente decreto” e nel comma 9 si precisa: “Il termine restrizione, ai sensi del comma 8, comprende la limitazione, in forza di una  disposizione di  legge, del numero di persone che sono titolate ad esercitare una attivita’ economica in tutto il territorio dello Stato o in una certa area geografica attraverso la  concessione di licenze o autorizzazioni amministrative per l’esercizio,  senza che tale numero sia determinato, direttamente o indirettamente, sulla base della popolazione o di altri criteri di fabbisogno” .

Visto che il D.L. 198/2010 crea un limitazione al numero di persone/aziende che possono svolgere un’attività economica, imponendo la necessità di avere delle licenze o autorizzazioni amministrative, con questo nuovo D.L. (138/2010) si ipotizza la sua abrogazione o la quasi totale riscrittura. 

Nei prossimi giorni l’associazione APICI si attiverà per analizzare il D.L. e successivamente procederà  alla stesura di una lettera da inviare al ministero della comunicazione.

Aumento IVA a carico dei piccoli operatori retail

16/09/2011 at 18:18Category:Normative

L’aumento dell’aliquota IVA di un punto percentuale in vigore dal 17/09/2011 potrebbe comportare, in alcuni casi, ripercussioni negative nei bilanci in termini di minori ricavi di vendita.

Infatti, contrariamente alla regola generale dalla quale consegue che chi rimane effettivamente percosso dall’Iva è il consumatore finale, la repentina introduzione dell’aumento dell’aliquota dell’Iva ordinaria coglie di sorpresa tutta la platea degli operatori economici che vendono beni e servizi con l’indicazione dei prezzi con Iva compresa al 20%.

Gli operatori che non hanno il tempo materiale o la possibilità di rietichettare i prodotti in vendita o le attività di assistenza tecnica che operano con il cliente privato utilizzando listini IVA compresa, si vedranno costretti ad accollarsi la maggior Iva da versare all’Erario, questo comporterà minori ricavi delle vendite in un periodo questo già difficile per l’economia e, in particolare, per il settore retail.

APICI c’è! Costituita l’associazione

10/08/2011 at 11:36Category:News

L’associazione APICI – Associazione Piccole Imprese e Consulenti per l’Informatica è stata ufficialmente costituita. Si tratta di un importante traguardo ma – ovviamente - è solo il punto di partenza per quella che pensiamo potrà essere l’associazione di riferimento per il settore dei piccoli operatori dell’informatica. Volendo fare un paragone con il ciclismo potremmo considerare la costituzione dell’associazione un traguardo volante!

Nei prossimi giorni verrà inviata una comunicazione a tutti i soci con le istruzioni per perfezionare l’adesione all’associazione.

Buon Ferragosto da APICI!

APICI – Associazione Piccole Imprese e Consulenti per l’Informatica
Contrà Frasche del Gambero 22
36100 Vicenza
mail@apici.info

 

Statuto APICI: bozza definitiva

12/06/2011 at 17:01Category:News

La bozza definitiva di quello che sarà lo statuto di APICI è stata rilasciata ed è diponibile a questo link: http://associazione.apici.info/wp-content/uploads/2011/06/STATUTO-MZ-20110610.pdf

Invito tutti gli associati a leggere il documento e a inviare eventuali commenti e considerazioni. La discussione su eventuali modifiche verrà chiusa il 30 Giugno 2011, subito dopo si procederà alla costituzione dell’associazione. Ringrazio sentitamente i soci che si sono impegnati nell”elaborazione dello statuto; la bozza proposta è decisamente ben realizzata e credo potrà essere un valido strumento per consentire il buon funzionamento dell’associazione.

Consultazione pubblica sulla normativa per l’installazione degli apparati di rete: prime risposte dal Ministero

06/05/2011 at 17:14Category:Normative

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato una prima sintesi degli elementi emersi dalla consultazione pubblica riguardante la bozza di regolamento normativo per l’installazione degli apparati di rete che si è chiusa il 15/04/2011. Nei prossimi giorni avremo modo di valutare e discutere – anche pubblicamente sul nostro forum – i temi contenuti nel documento di sintesi.

Alcuni dati importanti immediatamente rilevabili riguardano il numero e la distribuzione dei contributi ricevuti dal ministero. Su circa 500 segnalazioni il 12% (cioè circa 60) proviene da piccole aziende del settore: considerato che molti dei nostri soci hanno inviato la proposta di APICI possiamo stimare che quasi tutti quei contributi provengano da nostri associati. In merito ai contenuti inoltre rileviamo che è stato dato grande risalto alla separazione dei livelli fisico/logico da noi proposta e crediamo che questo possa essere un primo importante passo verso il riconoscimento della figura del consulente informatico auspicata da APICI.

Consultazione pubblica sulla normativa per l’installazione degli apparati di rete: la proposta di APICI

12/04/2011 at 09:58Category:Normative

La consultazione pubblica sulla nuova normativa che regolamenterà l’installazione degli apparati di rete sta per chiudersi e APICI ha elaborato e inviato la propria proposta.

Il testo è stato realizzato con il contributo dei soci i quali ne hanno a stragrande maggioranza condiviso i contenuti. In pratica qual è a grandi linee il contenuto della nostra proposta? Di fatto ciò che chiediamo è innanzitutto la completa liberalizzazione del settore e questo in base a considerazioni sullo stato della tecnologia e del relativo mercato.

Consci però che la liberalizzazione sarà difficile da ottenere abbiamo sviluppato allora una proposta alternativa che prevede la distinzione tra chi realizza impianti e chi esegue la configurazione del sistema. Quest’ultima figura deve possedere competenze tecniche relative ai protocolli TCP/IP, competenze che vanno necessariamente legate a una persona fisica e non a un’azienda.

Si tratta quindi di riconoscere una professionalità che al momento il nostro impianto legislativo ignora completamente: quella del consulente/tecnico informatico specializzato. Questo professionista potrà, in base alla nostra proposta, autocertificare le proprie competenze e operare configurazioni e manutenzioni (relativamente ai software presenti sugli apparati) su qulasiasi impianto di rete, a prescidere dalle dimensioni dello stesso. La presenza figura del professionista informatico diverrà poi obbligatoria nel caso si trattino dati sensibili, questo a prescindere dalle dimensioni del sistema.

La proposta contiene poi altri importanti punti e sfaccettature, vi invitiamo quindi a leggerne il testo integrale all’indirizzo: http://associazione.apici.info/wp-content/uploads/2011/11/proposta_apici.pdf

Invitiamo inoltre tutte le associazioni, le aziende e i privati cittadini che condividano l’impianto della nostra proposta, a utilizzare il testo per creare, senza stravolgerne i contenuti, una proposta propria, oppure a inviare una mail all’indirizzo comunicazioni.consultazione@sviluppoeconomico.gov.it indicando un testo di questo tipo:

Oggetto: Consultazione pubblica normativa installazione apparati di rete

Il sottoscritto (nome) (cognome) in qualità di (imprenditore, titolare o socio di azienda, tecnico informatico, privato cittadino ecc…) dichiara di condividere la proposta elaborata dall’associazione Progetto APICI e presente all’indirizzo web http://associazione.apici.info/wp-content/uploads/2011/11/proposta_apici.pdf in merito alla nuova normativa che regolamenterà l’installazione degli apparati di rete.